L’agricoltura familiare, insieme alle attività dei piccoli produttori, contribuisce a oltre il 70% della produzione alimentare globale, spesso utilizzando terreni di dimensioni contenute.
Le coltivazioni biologiche su piccola scala risultano, in proporzione, più efficienti e produttive rispetto alle grandi aziende agricole, oltre a essere meno onerose se si considerano gli impatti ambientali e sanitari legati all’uso intensivo di sostanze chimiche.
È quindi fondamentale promuovere sistemi che permettano il risparmio idrico, come la raccolta dell’acqua piovana e la fitodepurazione, così da favorire il riutilizzo delle acque trattate.
In particolare, il recupero delle acque meteoriche consente di ridurre fino al 50% il consumo di acqua potabile, destinando l’acqua raccolta da tetti o altre superfici a utilizzi non potabili, come l’irrigazione. Questo sistema si basa su processi di raccolta, filtrazione e accumulo in apposite cisterne, contribuendo a diminuire sia i costi sia l’impatto ambientale.
Considerata la fragilità dei sistemi di approvvigionamento urbano, diventa sempre più necessario sviluppare soluzioni che favoriscano l’autoproduzione di cibo ed energia, aumentando l’autonomia delle città.
Produrre autonomamente l’energia necessaria per le esigenze domestiche, come il riscaldamento, l’illuminazione e l’utilizzo degli apparecchi elettronici, rappresenta una sfida centrale nel campo dell’edilizia sostenibile.
Tuttavia, l’autosufficienza non può essere raggiunta esclusivamente attraverso l’installazione di impianti per la produzione energetica locale, ma richiede un approccio più ampio e integrato.